Comprare casa in Puglia, che sia un trullo nascosto tra gli ulivi della Valle d’Itria o una masseria nel Salento,  è un sogno che si scontra presto con la burocrazia fiscale. Fortunatamente, le agevolazioni prima casa possono trasformare un investimento importante in un risparmio concreto sulle imposte d’acquisto. Ma come funzionano davvero i benefici nel mercato pugliese?

Le agevolazioni prima casa sono una serie di benefici fiscali riconosciuti dallo Stato a chi acquista la propria abitazione principale. In concreto, significano un risparmio sostanziale sulle imposte dovute al momento dell’acquisto – e in una regione come la Puglia, dove i prezzi degli immobili spaziano dai trulli della Valle d’Itria alle masserie del Salento, conoscere questi strumenti può fare una differenza importante sul costo finale della tua casa.

Cosa sono le agevolazioni prima casa e chi può richiederle

Le agevolazioni prima casa non sono un bonus automatico: per ottenerle, è necessario dichiarare nel rogito notarile di possedere tre requisiti specifici.

Il primo riguarda la residenza: l’immobile deve trovarsi nel Comune in cui l’acquirente già risiede, oppure in quello in cui si impegna a trasferire la residenza entro 18 mesi dalla data del rogito. 

Il secondo requisito è la titolarità esclusiva: non bisogna possedere altri immobili nello stesso Comune. 

Il terzo, e forse il più importante, riguarda l’assenza di precedenti agevolazioni: non si deve essere titolari, su tutto il territorio nazionale, di altra abitazione acquistata usufruendo delle stesse agevolazioni prima casa (con alcune eccezioni di cui parleremo più avanti).

Si può comprare un trullo con le agevolazioni prima casa?

Questa è una delle domande che ci vengono poste più spesso da chi si avvicina al mercato immobiliare pugliese. La risposta è: sì, i trulli possono rientrare nelle agevolazioni prima casa, a patto che siano censiti nella categoria catastale corretta.

L’Agenzia delle Entrate esclude dall’agevolazione solo le categorie considerate “di lusso”: A/1 (abitazioni signorili), A/8 (ville) e A/9 (castelli e palazzi di pregio storico). La categoria A/11, quella delle abitazioni e alloggi tipici dei luoghi, è invece espressamente ammessa, e spesso è proprio qui che vengono classificati i trulli abitativi.

Attenzione però: alcune dimore storiche di pregio potrebbero ricadere in A/9, escludendo il beneficio. È fondamentale verificare la categoria catastale dell’immobile prima di procedere. Un agente immobiliare esperto del territorio pugliese può aiutarti a fare questa valutazione con anticipo, evitando sorprese al momento del rogito.

Quanto si risparmia: le imposte agevolate nel dettaglio

Il vantaggio fiscale sta nella riduzione delle imposte dovute al momento del trasferimento della proprietà.

Quando acquisti una casa, le imposte da versare sono quattro.
L’imposta di registro è la principale: è la tassa che “ufficializza” il passaggio di proprietà e si calcola sul valore catastale dell’immobile. Per la prima casa, è pari al 2%; per la seconda casa, invece, è al 9%.
L’imposta ipotecaria serve a trascrivere il tuo acquisto nei registri immobiliari pubblici, una formalità obbligatoria che ha però un costo proporzionale.
L’imposta catastale aggiorna invece i dati del Catasto con il tuo nome come nuovo proprietario.
Infine c’è l’imposta di bollo, dovuta sugli atti notarili e sui documenti collegati alla compravendita.

Acquisto casa da privato con le agevolazioni prima casa: cosa cambia

Senza agevolazioneCon agevolazione
Imposta di registro9%2%
Imposta ipotecaria 50€50€ 
Imposta catastale50€50€
Imposta di bolloNon dovutaNon dovuta

Acquisto casa da impresa con le agevolazioni prima casa: cosa cambia

Senza agevolazioneCon agevolazione
IVA (da pagare all’impresa)10%4%
Imposta di registro200€ (fissa)200€ (fissa)
Imposta ipotecaria200€ (fissa)200€ (fissa)
Imposta catastale200€ (fissa)200€ (fissa)
Imposta di bollo230€Non dovuta

Un esempio pratico: acquisto da privato

Immagina di acquistare un trullo nella Valle d’Itria con valore catastale di 103.000 euro. Grazie al sistema del prezzo-valore — che consente di calcolare le imposte sul valore catastale anziché sul prezzo di mercato pagato — il risparmio è immediato:

Senza agevolazioni: 103.000 × 9% = 9.270 euro di imposta di registro, più 100 euro fissi tra ipotecaria e catastale. Totale: circa 9.370 euro.

Con agevolazioni prima casa: 103.000 × 2% = 2.060 euro di imposta di registro, più gli stessi 100 euro fissi. Totale: circa 2.160 euro.

Risparmio netto: oltre 7.200 euro, su una sola voce fiscale.

Le novità normative che devi conoscere nel 2026

La normativa sulle agevolazioni prima casa ha subito alcune modifiche importanti negli ultimi mesi, che vale la pena conoscere.

La più rilevante riguarda chi possiede già un immobile acquistato con le agevolazioni prima casa e vuole cambiare casa. In passato, era necessario vendere l’immobile pre-posseduto entro un anno dal nuovo acquisto per non perdere i benefici. Oggi, grazie all’art. 1, comma 116 della Legge di Bilancio 2025 (Legge 30 dicembre 2024, n. 207, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31/12/2024), questo termine è stato esteso a due anni. Una modifica significativa, che dà più respiro a chi si trova a gestire il passaggio tra una casa e l’altra, soprattutto in un mercato come quello pugliese, dove i tempi di vendita possono variare molto da zona a zona.

C’è anche una buona notizia per chi ha già venduto la propria prima casa e ne riacquista un’altra: se il nuovo acquisto avviene entro 12 mesi dalla vendita, si ha diritto a un credito d’imposta pari all’imposta di registro (o all’IVA) versata per il primo acquisto agevolato. In pratica, lo Stato ti restituisce quanto già pagato in passato, come vantaggio sul nuovo atto.

Fondo di Garanzia CONSAP: l’agevolazione sul mutuo ancora attiva

Se hai meno di 36 anni, c’è una buona notizia sul fronte del mutuo. Il Fondo di garanzia prima casa, gestito da CONSAP, è operativo fino al 31 dicembre 2027 e offre una garanzia statale potenziata: mentre per tutti copre il 50% della quota capitale del mutuo (fino a 250.000 euro), per gli under 36 con ISEE fino a 40.000 euro sale all’80% e può arrivare al 90% per le famiglie numerose. In pratica, lo Stato fa da garante con la banca al posto tuo, rendendo più facile ottenere il finanziamento anche senza un grande anticipo.

Le agevolazioni fiscali dedicate specificamente ai giovani under 36 sull’atto di acquisto, invece, sono scadute a fine 2024 e non sono state rinnovate. Sul fronte delle imposte, gli under 36 accedono oggi alle stesse agevolazioni prima casa valide per tutti.

Come acquistare un trullo o una masseria con le agevolazioni prima casa

Acquistare un immobile tipico pugliese richiede attenzione in più rispetto a un appartamento tradizionale. Oltre alla verifica della categoria catastale, è importante assicurarsi che l’immobile sia effettivamente destinato a uso abitativo e che non rientri nelle categorie escluse.

Un trullo che ha già una destinazione residenziale e rientra in A/11 è tipicamente agevolabile. Un palazzo storico vincolato che il Catasto classifica in A/9, invece, non lo è  indipendentemente dal prezzo o dalle intenzioni dell’acquirente.

Questo è il momento in cui avere al fianco un professionista che conosce il territorio fa tutta la differenza. Non solo per identificare l’immobile giusto, ma per accompagnarti in ogni passaggio: dalla verifica catastale alla gestione del rogito, dal calcolo delle imposte effettive alla consulenza sul mutuo. Trulli & Dimore Immobiliare nasce proprio per questo: per guidare chi sceglie la Puglia non solo come destinazione, ma come casa.

FAQ – Agevolazioni prima casa in Puglia

Posso acquistare un trullo con le agevolazioni prima casa?

Sì, nella maggior parte dei casi. I trulli classificati nella categoria catastale A/11 (abitazioni e alloggi tipici dei luoghi) rientrano tra gli immobili ammessi alle agevolazioni. È però fondamentale verificare la categoria catastale prima del rogito, poiché alcune dimore storiche di pregio potrebbero ricadere in categorie escluse come A/9.

Quali sono i requisiti per ottenere l’agevolazione prima casa in Puglia?

Bisogna dichiarare nel rogito di voler stabilire la residenza nel Comune dell’immobile entro 18 mesi dall’acquisto, di non possedere altri immobili nello stesso Comune e di non essere già titolari di un’abitazione acquistata con le stesse agevolazioni su tutto il territorio nazionale (salvo alcune eccezioni).

Quanto si paga di imposta di registro per la prima casa in Puglia?

Se si acquista da un privato, l’imposta di registro è pari al 2% del valore catastale dell’immobile, anziché al 9% ordinario. Le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 50 euro ciascuna. Se si acquista da un’impresa con IVA, l’aliquota è del 4% sul prezzo di vendita.

Esiste un fondo di garanzia per il mutuo prima casa in Puglia?

Sì, il Fondo di Garanzia Prima Casa gestito da CONSAP è disponibile su tutto il territorio nazionale, Puglia inclusa. Copre il 50% della quota capitale del mutuo (fino a 250.000 euro) per tutti gli acquirenti di abitazione principale. Per gli under 36 con ISEE fino a 40.000 euro la copertura sale all’80%. Il Fondo è attivo fino al 31 dicembre 2027.

Ho già una prima casa acquistata con le agevolazioni: posso comprarne una nuova?

Sì. La legge attuale ti consente di effettuare un secondo acquisto usufruendo delle agevolazioni prima casa, a patto di impegnarsi nell’atto di acquisto a vendere l’immobile preposseduto. Il termine per l’alienazione della vecchia casa è stato raddoppiato, passando da uno a due anni dal nuovo rogito, per effetto delle modifiche introdotte dall’art. 1, comma 116 della Legge n. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025). 

Come posso valutare se un trullo o una masseria in Puglia sono adatti per un investimento?

La valutazione richiede l’analisi di fattori specifici del territorio, come i vincoli paesaggistici e il potenziale di rendita (Buy-to-Let). È consigliabile affidarsi ad agenzie immobiliari specializzate come Trulli & Dimore, che gestiscono l’intero ciclo: dalla due diligence legale sulla proprietà fino alla successiva gestione degli affitti turistici di pregio.